Il pensiero massonico

A.G.D.A.D.U.
Libertà – Uguaglianza – Fratellanza

Il simbolo che meglio spiega la Massoneria è l’ascia bipenne e cioè l’ascia con due lame, perché è nata con due anime. L’una dalla gloriosa Rivoluzione Inglese, dalla Royal Society, deista, egualitaria, scientista.

L’altra dalla grande Rivoluzione Francese, anticlericale, atea, politicamente impegnata.

Dopo la Rivoluzione Francese, dopo il Terrore, Napoleone e la Restaurazione, le due anime di riuniscono e si fondono con il prevalere dell’anima romantica, misterica, magica. Ancora oggi la Massoneria Italiana vive queste due anime cercando di conciliarle, di vivere la combinazione, la fusione, l’osmosi.
Oggi la Massoneria non si occupa di politica perché ha finalmente capito che per ambiare il mondo dobbiamo cambiare noi stessi, non gli altri. Se vuoi conoscere gli uomini, il mondo e gli dei, conosci te stesso, come stava scritto sul frontespizio del Tempio di Delfi. Conoscere se stessi non vuol dire sottoporsi a una terapia analitica, vuol dire trovare relazioni insospettate tra i pensieri che affollano la nostra mente, vuol dire studiare (certo) ma non essere specialisti, vuol dire non passare ore davanti al televisore o leggendo i giornali, ma imparando all’esperienza della vita l’importanza del pensiero altrui, fosse pure del più umile o del più incolto degli uomini. Vuol dire riscoprire la saggezza dei nostri vecchi e proiettarla nel futuro, in un mondo che è cambiato in cinquant’anni come non mai. A questo lavora la Massoneria, alla ricerca di se stessi nel rapporto con gli altri, alla scoperta di valori alti nei fatti più banali, considerando l’altro non una minaccia, non un avversario,ma un’occasione per capire noi stessi.
La Massoneria si avvale di un metodo orale e simbolico, orale perché la parola esprime meglio gi stati d’animo, simbolico perché la lente del simbolo ci consente di svelare il significato nascosto di ogni fatto, per cui ogni evento tiene assieme più significati : dipende da noi viverli e interpretarli.
La nostre riunioni (Tornate, come le chiamiamo noi) si occupano di qualsiasi argomento, anche dell’utero in affitto e delle emigrazioni, ma sempre non in forma dialettica o dialogica, perché nessuno di noi deve vincere o convincere, ma solo esprimere il proprio pensiero che non è la verità ma un modesto contributo
alla ricerca di una verità che certo non sarò io a trovare. Il Massone applica l’arte della levatrice, fa nascere le idee , non impone la propria idea. Questo è il segreto massonico dal latino “secernere” (cercare), perché non v’è nessun superiore occulto, nessuna trama che non possa essere svelata. Naturalmente alle parole devono seguire i fatti, i comportamenti quotidiani perché fortunatamente i nostri
tempi non sono più quelli dell’incanto ideologico o religioso, della fede incrollabile, sono i tempi del “fammi vedere come agisci e crederò a quel che dici”. Per questo diciamo che la Massoneria è scuola di vita, modello di identificazione del sé, sforzo per superare il dualismo tra quel che penso (e pretendo che gli altri dovrebbero fare) e quello che faccio e sono.
La Gran Loggia d’Italia, a differenza del Gran Oriente d’Italia, comprende anche la donne, non perché è democratica, ma perché è cosciente che senza la presenza della Grande Madre (chiamatela pure Maria o Venere o Diana) che è in ognuno di noi, la ricerca è sterile e muta. La Massoneria non ha verità precostituite da trasmettere, è la strada (non il dito che addita la luna né la luna), il percorso tra il reale e l’ideale vissuto in comune, dove parole, colori e gesti rituali servono solo a sintonizzare le menti e rendere coerente il pensiero.
Sono sempre a vostra disposizione per parlare di queste cose con voi senza recondite intenzioni perché, ci crediate o no, a me importa che ci conosciate per quello che siamo e non per quello che sentite dire.
Non dimenticate che siamo giudicati con la stesso metro con cui giudichiamo.
Con un Triplice Fraterno Abbraccio Giuliano Boaretto 33